La trasmissione Buongiorno Regione di RAI 3 stamattina ha mandato in onda un ampio servizio sulla “deportazione” dei disabili gravi in RSA nel distretto di Nocera.

Comunicare il Sociale

OrticaLab

Italy24 Press

Ilmattino.it

Italia2

Video Nola

BaseNews24

ReteSei

Avellino Zon

Cinque Righe

Corriere dell’Irpinia

Dentro Salerno

Gazzetta di Salerno

Giornale dell’Irpinia

In Prima News

Napoli Click

Orticalab

Pangea Press

Resistenze Quotidiane

TV Medica

Cronachesalerno.it

Informazione Campania

In Prima News

Pangea Press

Cronachesalerno.it

Dentro Salerno

Agro 24

Anteprima24

DentroSalerno

Ilmattino.it

InPrimaNews

Ottopagine

Pangea Press

SalernoNotizie

SalernoToday

SciscianONotizie

TvOggi Salerno

Resistenze Quotidiane

In Prima News

AgenParl.eu

Il Giornale di Salerno

Tv Medica

Dentro Salerno

In Prima News

La Gazzetta di Salerno

DentroSalerno

Ilmattino.it

Il Giornale di Salerno

Radio Alfa

Stile TV

Societaneurodiversa

Logo

«Pazienti fragili penalizzati, è ora di dire basta»

Gennaro Falabella, segretario generale della Uil Flp: «La sanità sta soffrendo per problemi evidenti e per carenza di personale. L’iniziativa della legge popolare porterà sicuramente ripercussioni anche sul mondo del lavoro»

di Barbara Ruggiero

19 Giugno 2023

Tempo di lettura 3 minuti

«L’abolizione dell’articolo 26 comporta pesanti penalizzazioni nell’erogazione dei servizi per pazienti che hanno determinate necessità». È per questo che la Uil Flp Salerno, nella persona del segretario generale Gennaro Falabella, ha sostenuto fin da subito la causa del Comitato per il Diritto alla Cura e l’approvazione di una legge popolare per persone con gravi patologie disabilitanti.

Gennaro Falabella

Tutto è iniziato nel 2022 quando la Regione Campania, nel tentativo di regolamentare il settore della sanità, ha approvato la delibera regionale n.164 che prevede – di fatto – uno stop alle cure per chi soffre di malattie psichiche e sensoriali dopo 180 giorni, a prescindere dallo stato di salute del malato e dalle prescrizioni mediche. Un vulnus giuridico, è stato accertato, che – dopo la raccolta di oltre 12mila firme da parte del Comitato – si appresta a essere risolto dalla Regione con l’approvazione di una legge. Nel frattempo, la delibera è stata sospesa ma non mancano i disagi per i pazienti.

L’approvazione della legge porterebbe alla soluzione completa del problema.

Uno scenario nuovo ci porterebbe di sicuro a erogare servizi in più rispetto ad ora. In tal senso, l’iniziativa popolare serve proprio a fare in modo che i pazienti fragili non subiscano penalizzazione nell’erogazione dei servizi. Chiaramente ci sarebbe anche una ripercussione sul mondo del lavoro: per le strutture che rappresentano un indotto per il territorio e per il territorio stesso che deve rispondere alle esigenze del privato; penso alle forniture, per esempio, necessarie per le stesse strutture. Il nodo è anche questo: la riduzione delle prestazioni significa anche impoverire un territorio che – non lo dico io – si sta impoverendo già di suo.

Un valore aggiunto per chiedere tempi celeri nell’approvazione della legge, non è così?

Sono tante le strutture private interessate dal problema. Ma non è solo questo: rendiamoci conto che ci sono persone che non possono portare i propri figli disabili presso le strutture accreditate e parliamo di pazienti fragili costretti a rimanere a casa.

Insomma, tutti sono a favore del cambiamento.

Abbiamo qualche preoccupazione per le Rsa che potrebbero essere penalizzate. La delibera prevedeva l’assegnazione di alcuni pazienti alle residenze sanitarie socio assistenziali per anziani. La coperta è sempre più corta per chi ne ha bisogno. I datori di lavoro, diciamolo chiaramente, dovranno rientrare e cosa taglieranno? Il personale e i servizi.

Riusciamo a effettuare una prospettiva comparata? In Campania c’è il problema della delibera che, di fatto, prevede uno stop alla cura; ma nelle altre regioni se la passano meglio i disabili?

Le criticità ci sono ovunque, ma riguardano principalmente la carenza di personale. La sanità sta soffrendo e il fatto è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo sofferto il Covid perché non avevamo un’assistenza territoriale. In quel momento i medici sono diventati eroi e poi siamo tornati ai problemi di tutti i giorni. Stiamo affrontando una situazione di carenza di medici e personale sanitario che è spaventosa. Pensate: vorrebbero far sì che i medici vadano in pensione due anni dopo rispetto a quanto previsto. Sa perché?

Pochi medici?

Ieri mi hanno riferito che, nel Salernitano, ci sono intere zone in cui non esiste un dottore di base e gli anziani, in assenza del medico vanno dal farmacista del paese e prendono i medicinali che il dottore aveva prescritto tempo prima… Poi ci sono i medici che hanno 4/5 studi su comuni diversi e si spostano pur di dare assistenza ai loro pazienti. Con il Pnrr ci avviamo alla costruzione degli ospedali e delle case di comunità; ma sono strutture che dovranno avere all’interno il contenuto professionale e sanitario. Allora, io mi domando e dico: ma se mancano sul territorio queste figure, come potremo trovarli presenti in queste nuove strutture. Allora secondo me bisognerebbe fermarsi a pensare cosa si può fare con questa sanità.

Invoca una riflessione seria.

Abbiamo il migliore sistema sanitario nazionale, il più bello del mondo con cui si garantivano tutti. Il cittadino partecipava alla sanità ed era fondamentale: attore e protagonista anche nel proporre; e ora ci troviamo in questa condizione. Perfino Obama voleva imitarci e non ci è riuscito per condizioni lobbistiche! Noi abbiamo un sistema perfetto ma che ha grosse criticità perché non si può non investire i soldi sulla sanità. Tanto più quando parliamo di una popolazione che è diversamente giovane e le cure sono necessarie. Ecco perché dico che occorre fermarsi e decidere cosa si vuole fare in questo ambito; ma la riflessione è nazionale e deve coinvolgere le regioni. Ci deve essere il coraggio anche di chiudere dove non è necessario e non mantenere strutture solo per motivi politici.

Tornando alla proposta di legge oramai incardinata in Regione, quali sono le prossime mosse?

Ho partecipato a diversi incontri nel contesto dell’Asl Salerno con il direttore generale, con le associazioni e le parti datoriali: siamo tutti d’accordo nell’adottare una linea che possa consentire di erogare le prestazioni che in questo momento non si riescono a dare e ad avere una condotta univoca su tutto il territorio provinciale.



Logo

«Scene drammatiche, più dignità per i disabili»

Il segretario generale di Cittadinanzattiva Campania, Lorenzo Latella da subito al fianco del Comitato Diritto alla Cura che si batte per l’approvazione di una legge regionale che dica basta all’interruzione delle terapie riabilitative: «Entro settembre la soluzione del caso»

di Barbara Ruggiero

9 Giugno 2023

Tempo di lettura 3 minuti

Lorenzo Latella, segretario generale di Cittadinanzattiva Campania

«Un ragazzo di 24/25 anni, completamente nudo, rannicchiato su se stesso a terra, con un operatore che non sapeva cosa fare. È anche per questo motivo, dopo aver visto la scena, che ho sposato la causa del Comitato Diritto alla Cura». A parlare è Lorenzo Latella, segretario generale di Cittadinanzattiva Campania, uno dei primi ad aderire al Comitato che ha raccolto firme per la Legge di iniziativa popolare per persone con gravi patologie disabilitanti.

In Campania, la delibera regionale n.164/22 prevede uno stop alle cure per chi soffre di malattie psichiche e sensoriali dopo 180 giorni, a prescindere dallo stato di salute del malato e dalle prescrizioni mediche. Un vulnus giuridico, è stato accertato, che – dopo la raccolta di oltre 12mila firme da parte del Comitato – si appresta a essere risolto dalla Regione. Cittadinanzattiva è tra coloro che hanno sposato la causa del Comitato. «Siamo stati allertati da diverse segnalazioni – spiega il segretario regionale Latella – e allora ho pensato, come faccio sempre, di andare a vedere, per rendermi conto di cosa accadeva».

E si è trovato dinanzi a una scena drammatica…

Avevamo diverse segnalazioni da parte di genitori di ragazzi molto giovani che, purtroppo, impattano contro questa normativa regionale. E allora sono andato a vedere di persona di che pazienti si trattava e quali erano i problemi. Così, mi sono trovato dinanzi alla scena del giovane nudo, rannicchiato, con un solo operatore che non sapeva cosa fare. A quel punto è stato chiaro: bisognava intervenire per dare a tutti una vita un po’ più degna di questo nome.

Il ragazzo di cui parla è uno di quelli per cui la legge impone lo stop alle cure dopo 180 giorni?

Era il caso particolare di un operatore che si trovava a dover gestire sedici pazienti e tutti particolarmente complessi. Nonostante l’operatore fosse presente, c’era un vuoto; mancava il rapporto uno a uno, mancava qualcuno che sapesse come gestire il caso. Ci rendiamo conto che in questi casi una vita normale in tutto e per tutto sarebbe impossibile; ma è necessario fare in modo che anche i disabili abbiano una vita degna di questo nome. Il punto è che non si può definire, per legge, la durata di una prestazione terapeutica. La riabilitazione è una terapia che non può prevedere una scadenza obbligata per legge. E poi c’è il problema del trasferimento dei pazienti nelle Rsa: lo prevede quella delibera; ma le Rsa non hanno personale adeguato né accreditamento per riabilitazioni specifiche.

Un bel problema.

È un problema normativo, per ammissione della stessa Commissione Salute della Regione Campania: la norma doveva essere quadro e, invece, ci si è dimenticati un codice, l’ex articolo 26. In sintesi, ci si è dimenticati di chi ha bisogno di riabilitazione continuativa per tutta la vita.

Una dimenticanza che pesa non poco, però.

L’intenzione era di avviare un percorso regionale virtuoso. La delibera 164/2022 ha cercato di riorganizzare il comparto nel migliore dei modi: per gli altri codici non c’è stato alcun problema. La dimenticanza riguarda solo gli ex articolo 26: la normativa in questo caso è completamente saltata ma, dobbiamo dirlo, si sono tutti attivati immediatamente appena si sono resi conto del problema.

La strada, dunque, appare in discesa: quanto tempo servirà ancora per risolvere la questione?

Pare che sia quasi in dirittura d’arrivo: è stato sottoscritto anche un documento con cui si sottolinea l’estrema necessità di arrivare a conclusione della vicenda in tempi brevi, spero entro il mese di settembre.

Tutti d’accordo sulle modifiche?

C’è comunque opposizione alla nostra proposta: è quella delle Rsa, che vorrebbero gestire questi pazienti per ragioni varie, tra cui quella economica; e poi c’è un problema di visione gestionale: la norma che abbiamo presentato prevede che debba essere la commissione interna alla struttura accreditata a stabilire la durata della riabilitazione. Invece ci avviamo verso la previsione di una commissione che sia mista pubblica e privata. La soluzione va bene, a patto, però, che la presenza del pubblico non condanni il piano terapeutico e la salute del paziente.

Alaia, presidente della Commissione regionale Sanità ha annunciato da tempo la sospensione della delibera: quindi al momento, in attesa della legge, nessuna terapia viene sospesa?

La sospensione riguarda i casi interessati dal vulnus, che rientrano nell’ex articolo 26; ma il problema sussiste perché le singole Asl hanno difficoltà a rinnovare i piani terapeutici: ci sono i vincoli di capacità di spesa e sono a conoscenza di alcuni problemi ancora. Speriamo di risolvere il prima possibile.


Diritto alla cura: lettera aperta

 CronacheDellaSera  Aprile 9, 2023 in L’intervento – 1 Minute

Riportiamo una lettera aperta di un familiare sul tema del diritto alla cura di chi ha problemi importanti invalidanti in alcuni casi con patologie gravi e irreversibili.

“Diritto alla Cura per tutti e alla portata di tutta in base alle esigenze primarie scientifiche sanitarie una presa in carico mirata e irrevocabile.
C’è chi promuove Laboratori Esperenziali
Apprendimento per scoperta
Chi setting in ambiente protetto per poi generalizzare nel sociale
Chi progetti individuali di vita indipendente
Chi progetti individuali di gruppo
E chi protegge con una proposta di legge di Iniziativa popolare che ha raccolto più di 12000 firme per non lasciare nessuno indietro…quelle persone che hanno patologie gravi gravissime invalidanti irreversibili strazianti che devastano intere famiglie moralmente economicamente…
Restituiamo dignità a tutti ognuno con le proprie competenze e possibilità le Disabilità l’Autismo le malattie rare le malattie tutte fanno parte di un impegno civico Istituzionale a garanzia del cittadino all’utente finale serve il servizio….Asl Comuni Ambiti Centri riabilitativi Ospedali centri privati in convenzione …privati famiglie pazienti …solo Uniti si può garantire respiro progettualità e continuità ai pazienti che hanno Diritto alle Cure e a godere di piccolo piaceri della Vita…

Ringraziamo chi fino ad oggi ci sostiene
…e Che quadre poche righe arrivino ai vertici a chi può agire… per una Regione Campania sempre più all’avanguardia .

In Prima News

Suicidio in Rsa “morte annunciata”

13 Febbraio 2023

carabinieri

Il Comitato Diritto alla cura commenta la drammatica vicenda in una Rsa dove una donna si è tolta la vita, “è necessario cambiare le cose”

“Una notizia drammatica che purtroppo spiega con la durezza della realtà la necessità di cambiare le cose”.   La notizia è quella di una donna di 67 anni di Ercolano che si è tolta la vita gettandosi dalla finestra della Rsa vicino a Salerno in cui era ospite. Soffriva di problemi psichici e già altre volte aveva tentato il suicidio. Il commento, invece, è del Comitato Diritto alla cura che ha presentato, un mese fa, la proposta di legge popolare sul diritto alla cura per i malati con patologie disabilitanti gravi e gravissime di ordine neurologico, psichico e sensoriale “Queste – dicono al Comitato – sono morti annunciate”. Perché? “Perché  – rispondono – per quanto il personale possa essere attento e scrupoloso, in strutture come le RSA chi soffre di patologie psichiche o neurologiche non può avere le cure e l’assistenza di cui ha bisogno e che può trovare solo in strutture qualificate”.  

“Un fatto come questo  – continuano – in una struttura qualificata non sarebbe  potuto accadere, in primo luogo perché tutta la struttura è studiata e organizzata in modo da proteggere i pazienti anche da se stessi, ad esempio tutte le finestre sono dotate di sistemi di sicurezza che impediscono ai malati di aprirle. In secondo luogo perché nelle RSA  è previsto appena il 50% del personale e il 40% di specialisti rispetto ai centri qualificati. Proprio perché si tratta di pazienti che hanno bisogno di molto di più che di una semplice assistenza”.  In effetti casi come quelli della signora di Ercolano non sono isolati, solo due anni fa nella stessa zona se ne era verificato uno analogo con un’altra malata, ospite di RSA, che si era tolta la vita gettandosi dalla finestra della sua stanza.

“Quando parliamo di diritto alla cura – dicono al Comitato –   parliamo di diritto alla vita, non solo per episodi tragici come questi, ma anche perché senza cure  adeguate in strutture qualificate, questi pazienti regrediscono nelle loro malattie, al punto che si stima che abbiano un’aspettativa di vita di circa dieci anni in meno. Di fatto, dal punto di vista medico, vengono abbandonati. È questo che vogliamo cambiare, con una legge che garantisca a questo tipo di malati il loro diritto più importante, essere curati. Oggi quel diritto è negato”. La legge ha già passato il vaglio della prima commissione della Regione. La speranza, espressa dal Comitato, è che venga approvata dal Consiglio regionale al più presto.  

CRONACA

Presunto suicidio in una Rsa salernitana, il Comitato Diritto alla Cura: “Subito una legge che tuteli i pazienti”

La legge ha già passato il vaglio della prima commissione della Regione. La speranza, espressa dal Comitato, è che venga approvata dal Consiglio regionale al più presto

foto archivio

Interviene anche il Comitato Diritto alla cura, sulla morte della donna con problemi psichici che si sarebbe tolta la vita, ieri, in una Rsa di Salerno. “Una notizia drammatica che purtroppo spiega con la durezza della realtà la necessità di cambiare le cose”.  La notizia è quella di una donna di 67 anni di Ercolano che si è tolta la vita gettandosi dalla finestra della RSA di Salerno, in cui era ospite. Soffriva di problemi psichici e già altre volte aveva tentato il suicidio. Il Comitato Diritto alla cura ha presentato, un mese fa, la Proposta di legge popolare sul diritto alla cura per i malati con patologie disabilitanti gravi e gravissime di ordine neurologico, psichico e sensoriale.

Le riflessioni e l’auspicio

 “Queste – dicono dal Comitato – sono morti annunciate. Perché  per quanto il personale possa essere attento e scrupoloso, in strutture come le RSA chi soffre di patologie psichiche o neurologiche non può avere le cure e l’assistenza di cui ha bisogno e che può trovare solo in strutture qualificate. Un fatto come questo  – continuano – in una struttura qualificata non sarebbe  potuto accadere, in primo luogo perché tutta la struttura è studiata e organizzata in modo da proteggere i pazienti anche da se stessi, ad esempio tutte le finestre sono dotate di sistemi di sicurezza che impediscono ai malati di aprirle. In secondo luogo perché nelle RSA  è previsto appena il 50% del personale e il 40% di specialisti rispetto ai centri qualificati. Proprio perché si tratta di pazienti che hanno bisogno di molto di più che di una semplice assistenza”.  In effetti casi come quelli della signora di Ercolano non sono isolati: solo due anni fa nella stessa zona se ne era verificato uno analogo con un’altra malata, ospite di RSA, che si era tolta la vita gettandosi dalla finestra della sua stanza.  “Quando parliamo di diritto alla cura –incalzano dal Comitato –   parliamo di diritto alla vita, non solo per episodi tragici come questi, ma anche perché senza cure  adeguate in strutture qualificate, questi pazienti regrediscono nelle loro malattie, al punto che si stima che abbiano un’aspettativa di vita di circa dieci anni in meno. Di fatto, dal punto di vista medico, vengono abbandonati. È questo che vogliamo cambiare, con una legge che garantisca a questo tipo di malati il loro diritto più importante, essere curati. Oggi quel diritto è negato”. La legge ha già passato il vaglio della prima commissione della Regione. La speranza, espressa dal Comitato, è che la Proposta di legge venga approvata dal Consiglio regionale al più presto.  

Anteprima24.it

Una signora con problemi psichici si toglie la vita in RSA

Il Comitato Diritto alla cura: “Una morte annunciata, dobbiamo cambiare le cose”

Di

 Redazione

 –

13 Febbraio 2023

Tempo di lettura: 3 minuti

“Una notizia drammatica che purtroppo spiega con la durezza della realtà la necessità di cambiare le cose”.   La notizia è quella di una donna di 67 anni di Ercolano che si è tolta la vita gettandosi dalla finestra della RSA vicino a Salerno in cui era ospite. Soffriva di problemi psichici e già altre volte aveva tentato il suicidio. Il commento, invece, è del Comitato Diritto alla cura che ha presentato, un mese fa, la Proposta di legge popolare sul diritto alla cura per i malati con patologie disabilitanti gravi e gravissime di ordine neurologico, psichico e sensoriale.  “Queste – dicono al Comitato – sono morti annunciate”. Perché? “Perché  – rispondono – per quanto il personale possa essere attento e scrupoloso, in strutture come le RSA chi soffre di patologie psichiche o neurologiche non può avere le cure e l’assistenza di cui ha bisogno e che può trovare solo in strutture qualificate”.  

“Un fatto come questo  – continuano – in una struttura qualificata non sarebbe  potuto accadere, in primo luogo perché tutta la struttura è studiata e organizzata in modo da proteggere i pazienti anche da se stessi, ad esempio tutte le finestre sono dotate di sistemi di sicurezza che impediscono ai malati di aprirle. In secondo luogo perché nelle RSA  è previsto appena il 50% del personale e il 40% di specialisti rispetto ai centri qualificati. Proprio perché si tratta di pazienti che hanno bisogno di molto di più che di una semplice assistenza”.  In effetti casi come quelli della signora di Ercolano non sono isolati, solo due anni fa nella stessa zona se ne era verificato uno analogo con un’altra malata, ospite di RSA, che si era tolta la vita gettandosi dalla finestra della sua stanza.

“Quando parliamo di diritto alla cura – dicono al Comitato –   parliamo di diritto alla vita, non solo per episodi tragici come questi, ma anche perché senza cure  adeguate in strutture qualificate, questi pazienti regrediscono nelle loro malattie, al punto che si stima che abbiano un’aspettativa di vita di circa dieci anni in meno. Di fatto, dal punto di vista medico, vengono abbandonati. È questo che vogliamo cambiare, con una legge che garantisca a questo tipo di malati il loro diritto più importante, essere curati. Oggi quel diritto è negato”. La legge ha già passato il vaglio della prima commissione della Regione. La speranza, espressa dal Comitato, è che venga approvata dal Consiglio regionale al più presto.  

Dentro Salerno quotidiano on line

Regione Campania: Comitato Diritto alla Cura, Fondo per inclusione disabili, interventi per persone con disturbo spettro autistico 

13 gennaio 2023

13 gennaio 2023

11 gennaio 2023

10 gennaio 2023

9 gennaio 2023

8 gennaio 2023

7 gennaio 2023

Annarita Ruggiero del Comitato Diritto alla Cura ai microfoni di Radio Alfa: raggiunto e superato l’obiettivo delle diecimila firme per la presentazione in Consiglio regionale di una Legge di iniziativa popolare per persone con gravi patologie disabilitanti. Martedì deposito dei moduli e conferenza stampa.

5 dicembre 2022

Annarita Ruggiero del Comitato Diritto alla Cura #iosononicolo, ai microfoni di Radio Base Agro parla della raccolta firme in corso per la presentazione di una Legge di iniziativa popolare per persone con gravi patologie disabilitanti.

3 dicembre 2022

L’avvocato Antonio Angrisani, tra i promotori del Comitato Diritto alla Cura, ai microfoni di Radio Alfa per parlare di disabilità, terapie negate, Legge di iniziativa popolare per persone con gravi patologie disabilitanti.

Annarita Ruggiero, del Comitato Diritto alla Cura, intervistata da AncoRadio TV.

25 novembre 2022

19 novembre 2022


15 novembre 2022

La referente del Comitato Diritto alla Cura, Annarita Ruggiero, ai microfoni di Radio Alfa traccia un bilancio sulla raccolta firme per la Legge di iniziativa popolare per persone con gravi disabilità.

25 ottobre 2022

25 ottobre 2022

24 ottobre 2022

La crudeltà della burocrazia

23 ottobre 2022

20 ottobre 2022

Il servizio trasmesso da LIRA TV all’interno del Telegiornale, sulla raccolta firme promossa dal Comitato Diritto alla Cura

15 ottobre 2022

Intervista di Annarita Ruggiero, componente del Comitato Diritto alla Cura, su Radio Alfa.

14 ottobre 2022

13 ottobre 2022

3 ottobre 2022

2 ottobre 2022

29 settembre 2022

28 settembre 2022

24 settembre 2022

23 settembre 2022

22 settembre 2022